mercoledì, gennaio 26, 2022

Art. 26 della Costituzione

L'estradizione del cittadino può essere consentita soltanto ove sia espressamente prevista dalle convenzioni internazionali. Non può in alcun caso essere ammessa per reati politici 7 .

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Giustissimo.

martedì, gennaio 25, 2022

Attenzione a non mortificare ancora il ruolo della difesa Giustizia sbilanciata, sempre più pm e pochi giudici

 Giustizia sbilanciata, sempre più pm e pochi giudici - Il Riformista

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Gli interventi in occasione della cerimonia di apertura dell’anno giudiziario a Napoli, tornata a svolgersi nello splendido Salone dei Busti in Castelcapuano, permettono alcune riflessioni. Nel silenzio assordante dovuto alle misure sanitarie ancora in atto, davanti agli sguardi dei grandi avvocati che quel Salone testimonia per sempre, il presidente della Corte d’Appello De Carolis ha ribadito ancora una volta le doglianze per la obiettiva penuria di uomini e mezzi che affligge l’apparato giudicante e segnatamente l’organico della Corte d’Appello. I dati offerti suggeriscono una prima riflessione integrata dal sempre più grande divario di uomini e di mezzi – e dunque di risorse – tra la magistratura inquirente e quella giudicante. 
Le Procure, in particolare quella di Napoli, forte di 112 pubblici ministeri (ed oltre cento viceprocuratori onorari) e della Dda, costituisce un complesso apparato dotato di uomini e strumenti investigativi notevoli, se si considera anche la polizia giudiziaria al suo servizio e che la spesa per le indagini, in primis per le intercettazioni (telefoniche, ambientali, informatiche), resta molto elevata. Eppure, l’inquirente presenta risultati quantomeno contraddittori rispetto a simile schieramento di forze, se è vero che circa il 50% dei procedimenti con indagati “noti” termina con una richiesta di archiviazione, spesso al termine di indagini ben poco approfondite. Il dato deve far riflettere: non parliamo dei procedimenti a carico di ignoti (furti etc.) bensì di reati denunciati da privati o dalla polizia giudiziaria che hanno dato luogo a un’iscrizione a carico di un ben individuato indagato.
Come si spiega questo dato che risulta, peraltro, in costante aumento? La tematica merita un approfondimento per conoscere le ragioni di negare qualsivoglia approfondimento anche in relazione a fatti che segnano pesantemente la vita della persona offesa che si è rivolta al pm per veder tutelati i propri diritti personali e patrimoniali. Altra assenza di rilievo nei dati della Procura è costituita dai procedimenti in tema di responsabilità da reato dell’ente ex D. L.vo 231/01, modello organizzativo che va invece promosso ed incentivato (e perciò perseguito in sua assenza) proprio per meglio valutare la serietà delle aziende. Altro dato su cui riflettere è l’ingresso di alcuni istituti legati al Pnrr. In particolare, nel corso della relazione del presidente Giuseppe De Carolis di Prossedi, si è discusso del disposition time per la definizione degli affari civili e penali. Ben vengano tutti gli aiuti e le risorse per colmare le lacune degli organici della magistratura e del personale amministrativo (si pensi alla situazione drammatica in cui versa il Tribunale di Sorveglianza, problematica gravissima quanto trascurata nelle relazioni) ma certamente non è accettabile che lo stesso rappresenti un altro ostacolo per un accertamento giudiziario che deve essere condotto in modo sereno e completo nel corso dei procedimenti di primo grado e di appello.
Sotto questo profilo, va ricordato come la pandemia abbia già determinato una serie di limitazioni al sistema delle garanzie e al diritto di difesa, addossando all’avvocato una serie di ulteriori compiti e responsabilità come l’essere il destinatario delle comunicazioni del processo anche per la parte che rappresenta, il dover presentare tempestive richieste per ottenere che il processo venga celebrato non da remoto o in una inaccettabile forma scritta, per non parlare della espulsione dell’imputato detenuto dall’aula e dell’assenza del pubblico che è il primo momento di controllo democratico: non si dimentichi che la giustizia è amministrata in nome del popolo italiano che da due anni è assente per legge dal processo. Insomma, già la difesa non è presente durante le indagini e in fase cautelare non si muove certo alla pari rispetto alla pubblica accusa ma almeno nella fase dibattimentale non può vedersi sottratto l’accertamento istruttorio in nome di un cronometro; fare in fretta è un concetto che ben difficilmente si declina con il fare bene e mai con il fare giustizia. La vera novità di cui s’è detto nelle relazioni è l’ufficio del processo, si sa che ci sarà ma nessuno sa a quali compiti sarà concretamente destinato.
Rinviando a fasi successive ogni valutazione, auguriamoci soltanto che non si tratti, come purtroppo è stato detto nel corso della cerimonia, di persone cui affidare il compito di studiare il processo e di scrivere la sentenza lasciando al giudice il compito di decidere. È bene dirlo subito: se si intende assegnare all’ufficio del processo il compito più importante del giudizio, ovvero la motivazione dei provvedimenti giudiziari – atto che per costituzione e per legge il giudice deve porre a base della sua decisione –, la scelta sarebbe inaccettabile: non può essere giusto il verdetto emesso da un giudice che per legge vede lo studio di altri e la motivazione da altri ancora. Tutti d’accordo, invece, sull’atto di accusa al Csm da parte del procuratore generale Luigi Riello: a fronte di una serie di vicende che hanno messo alle corde l’organo di autogoverno chiamato dalla Costituzione ad assicurare autonomia ed indipendenza della magistratura, è del tutto mancato quel profondo esame di coscienza collettivo ed è stato così inferto un danno grave alla credibilità dell’intera magistratura.
In particolare, ha detto il pg, nulla di concreto risulta essere stato fatto per arginare lo strapotere delle correnti interne alla magistratura che era ed è alla base del malessere di cui è emersa soltanto la punta di un iceberg e le cui dimensioni sono ancora ignote. «Che ci sta a fare un Csm così?», ha chiesto, retoricamente, Riello. In conclusione, il presidente del Consiglio dell’Ordine di Napoli Antonio Tafuri ha fatto bene ad evidenziare il cospicuo numero dei procedimenti e delle sanzioni disciplinari che il Consiglio distrettuale di disciplina, con rinnovata energia, ha portato avanti con tempismo. L’augurio più grande, dunque, lo dirigo ai colleghi avvocati, perché non si deve mai dimenticare che il conto più salato della pandemia lo ha pagato proprio l’avvocatura (come tutti i lavoratori autonomi), costretta a lavorare tra mille difficoltà a causa delle penalizzanti misure sanitarie, delle perduranti carenze organizzative e della diffusa crisi economica.

Articolo di 
ALFREDO SORGE


Al Quirinale? Berlusconi, Violante, Manconi o Sgarbi: uno che abbia il coraggio di fermare i magistrati

 Al Quirinale? Berlusconi, Violante, Manconi o Sgarbi: uno che abbia il coraggio di fermare i magistrati - Il Riformista

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Palamaragate è esploso nel 2019. Già si sapeva che la magistratura italiana era nelle mani di una macchina di potere denominata Anm, e cioè era saldamente controllata dalle correnti, che a loro volta erano oliatissimi aggeggi nati semplicemente per comandare, non certo per esprimere idee né tantomeno per produrre diritto. Col Palamaragate le cose sono state più chiare per tutti. È apparso evidente che la Giustizia in Italia è allo sfacelo e che tra magistratura e Giustizia non ci sono più rapporti.

Le storture e la faziosità del sistema delle correnti – questo è emerso senza ombra di dubbi dalle carte del Palamaragate – condizionano, e spostano, e influenzano e decidono inchieste, rinvii a giudizio e sentenze. Talvolta per motivi politici, talvolta per semplici rapporti ed equilibri e favori reciproci tra singoli magistrati. Noi oggi sappiamo che la giustizia italiana è la più sgangherata e ingiusta, e spesso cinica e persecutoria del mondo. Che usa strumenti illegali, come la carcerazione preventiva, per confermare ed esprimere il proprio potere. Che è al di fuori da ogni controllo. Che si considera intoccabile e ingiudicabile (vedi il recente caso Creazzo, oppure vedi come ha reagito al suicidio di un consigliere comunale riconosciuto innocente in primo grado e poi condannato aIl presidente della Repubblica è il capo di questa magistratura. È il presidente del Csm. Al Quirinale c’è bisogno di un presidente che abbia il coraggio e la capacità di fermare l’arroganza della magistratura, ridimensionarne il potere, riportarla dentro lo Stato di diritto. Di destra o di sinistra, fate voi. Ma non imbelle. Qualche nome? Berlusconi, Violante, Manconi, Sgarbi

Giornalista professionista dal 1979, ha lavorato per quasi 30 anni all'Unità di cui è stato vicedirettore e poi condirettore. Direttore di Liberazione dal 2004 al 2009, poi di Calabria Ora dal 2010 al 2013, nel 2016 passa a Il Dubbio per poi approdare alla direzione de Il Riformista tornato in edicola il 29 ottobre 2019. 

Articolo 25 della Costituzione

Nessuno può essere distolto dal giudice naturale precostituito per legge. Nessuno può essere punito se non in forza di una legge che sia entrata in vigore prima del fatto commesso. Nessuno può essere sottoposto a misure di sicurezza se non nei casi previsti dalla legge.
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Questo articolo lo trovo più che giusto.
Ma una vocina dentro mi dice che il secondo "nessuno" sia un po traballante, non tanto nel subentro della Legge, ma quanto nelle prove.
Ovviamente un mio modesto parere

lunedì, gennaio 24, 2022

Art. 24 della Costituzione

Tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi. La difesa è diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento.
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Un mio pensiero nel merito di questo giusto articolo.
Un tizio è costretto a difendere i suoi interessi da un avvocato. e supponiamo che questa persona prende di stipendio circa € 1200,00 paga casa o mutuo c'è una famiglia mettiamo 3 persone, c'è una macchinetta che non serve per passeggiare, bollette energia.
O perchè viene attaccato o perchè attacca per difendersi.
dunque cerca un buon avvocato, preparato si occupa della faccenda, però da buon padre di famiglia deve spiegare tutta una situazione personale economica ......... dunque finirà col dire la pagherò un po per volta.
Qualsiasi somma pattuita per l'avvocato non è sufficente ....... e qui si entra nel gioco delle parti.
Questo signore ha già perso la causa ancor prima di iniziare, perchè quella somma pattuita non è di nessuna spinta di incettivo per una buona difesa.
In un precedimento civile o penale ci sono tante e tante cose che nessuno immagina.
Dunque la diufesa sarà  molto sterile.

Si potrebbe aggiungere molte altre cose dietro un procedimento in Tribunale.
Però mi auguro che sia un post molto commentato.

domenica, gennaio 23, 2022

Articolo

 Luca Palamara, la confessione a Sallusti su Esposito: "Perché abbiamo assolto il giudice che condannò Berlusconi" – Libero Quotidiano

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Luca Palamara, la confessione a Sallusti su Esposito: "Perché abbiamo assolto il giudice che condannò Berlusconi"

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Cliccate sul link sopra articolo fatto bene.

Anche se può sembrare di parte .............. una volto letto pensate col vostro cervello.

Poi se vi va commentate

Inaugurazione Ansa

 Anno giudiziario: Di Matteo, male oscuro nella magistratura (msn.com)

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(ANSA) - PALERMO, 22 GEN - Il "male oscuro" del carrierismo ha minato la credibilità della magistratura. Proseguire la ricerca di mandanti esterni alle stragi del 1992. Sono le linee dell'intervento che Nino Di Matteo ha svolto all'inaugurazione dell'anno giudiziario a Palermo in rappresentanza del Csm di cui è componente.

Di Matteo ha sottolineato che proprio da questo distretto, dove è stato in servizio per 18 anni, è partita dopo le stragi una "splendida reazione che ha trasformato Palermo in un avamposto di libertà". E per questo spirito di "orgoglioso riscatto" ha rappresentato "un riferimento anche sociale e culturale per quella parte di paese che non si rassegna al predominio di metodi prevaricatori nella gestione del potere. Bisogna opporsi - ha ripetuto - all'oblio, all'appiattimento a logiche improntate al quieto vivere e a un formale efficientismo burocratico". È venuto il momento, ha sottolineato, di colmare "lacune di verità" e di tornare a "percepire il Csm come baluardo contro gli attacchi alla magistratura mossi dall'esterno e dall'interno dell'ordine giudiziario". L'appello nasce dal confronto con l'onda lunga, come l'ha definita, "dei ripetuti scandali emersi a partire dall'inchiesta della Procura della Repubblica di Perugia" sul caso Palamara. Sono affiorate così situazioni che "rappresentano l'epilogo di un malessere risalente nel tempo, uno spaccato di una patologia che si è diffusa come un cancro con la prevalenza di logiche di clientelismo, appartenenza correntizia o di cordata, collateralismo con la politica". Queste logiche sarebbero state alimentate anche fuori dal Csm con il "comportamento di troppi magistrati pervasi dal male oscuro del carrierismo" e "tutto questo ha comportato inevitabile discredito per tutta la magistratura".

"Stiamo vivendo - ha aggiunto Di Matteo - una profonda crisi di credibilità nella quale parte del potere politico, economico, finanziario vuole oggi approfittare per avviare un vero e proprio regolamento di conti contro quella parte di magistratura che ha inteso esercitare a 360 gradi il controllo di legalità". Per Di Matteo si tratta di "un regolamento di conti con chiare finalità di vendetta". (ANSA).

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venerdì, gennaio 21, 2022

Art. 22 e 23 della Costituzione

 Articolo 22 

 Nessuno può essere privato, per motivi politici, della capacità giuridica, della cittadinanza, del nome. 

Articolo 23

 Nessuna prestazione personale o patrimoniale può essere imposta se non in base alla legge.

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure. 

 Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell'autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l'indicazione dei responsabili. 

 In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell'autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all'autorità giudiziaria. 

Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s'intende revocato e privo d'ogni effetto.

 La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica. 

 Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni.

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un mio pensiero

In questo articolo mi sento di dire che certe volte, cose illecite, passano per lecite è viceversa.


giovedì, gennaio 20, 2022

ART. 20 della Costituzione

Il carattere ecclesiastico e il fine di religione o di culto d’una associazione od istituzione non possono essere causa di speciali limitazioni legislative né di speciali gravami fiscali per la sua costituzione, capacità giuridica e ogni forma di attività.

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Nulla da aggiungere come mia considerazione

martedì, gennaio 18, 2022

Art. 19 della Costituzione

Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume.

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importante nella forma giuricica il senso del  termine "buon costume"

prelevato:  https://www.brocardi.it/dizionario/605.html

Il significato del termine sopra tra virgolette

Il concetto raffigura l'insieme dei principi etico-morali tarati sul sentire dell'uomo medio, che non offendano il pudore (ossia "quel senso di riserbo e ombratilità che circonda il fenomeno della riproduzione", affermava Antolisei) e la pubblica decenza (ossia l'abbandono di ogni forma comunque estrinsecata di turpitudine). Comunemente ci si riferisce alla sfera sessuale, ma rilevano spesso anche vari gesti abietti e lascivi. Nell'ambito delle manifestazioni di culto, la connotazione è assai più stringente, dovendosi fondere con i precetti di morale, decenza, etichetta e cortesia.

Articolo 18 della Costituzione

  I cittadini hanno diritto di associarsi liberamente, senza autorizzazione, per fini che non sono vietati ai singoli dalla legge penale. Sono proibite le associazioni segrete e quelle che perseguono, anche indirettamente, scopi politici mediante organizzazioni di carattere militare.

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Condivido in toto 
e non capisco la formazione di associazioni massoniche ed religiose, le cosiddette sette.

lunedì, gennaio 17, 2022

L'invisibilità dei fatti, che porta al reato.

 Va da se, che in un Tribunale di qualsiasi città d'Italia c'è un giro di interessi ....... che chiameremo fatti invisibili. L'invisibilità è un fatto che non si può provare, solo uno studio attento da veri cultori della Giurisprudenza potrebbero dimostrare.

Ma i cittadini (non tutti, diciamo in maggioranza) che malauguratamente passano per un Tribunale lo sentono a pelle, e per quanto si possa domandare ad un avvocato che difende il cliente è dare una certa spiegazione la più plausibile è che ti senti dire (sa, il Giudice, c'è l'ha con lei). Quando si sente una spiegazione del genere è meglio uscire da quel studio.

In verità c'è da dire che la maggior parte degli avvocati sono semplici superficiali che giocano sui loro clienti e che ignorano certi meccanismi o non li attuano chissa per quale motivo di ...... fatti invisibili .....  o fanno finta di non conoscerli ed è grave, la cosa gravissima e quando un avvocato ti dice che fa tutto che è penale civile amministrativo esecuzioni + altro, e nel suo studio vedi pochissimi libri che lo rappresentano per quello che fa

La domanda giusta da porsi è:

Che patto(non scritto) c'è tra tutti coloro che girano attorno ad un Tribunale?

In tutti i Tribunali d'Italia c'è un Presidente delle varie sezioni che compongono il Civile, e poi c'è un Procuratore capo della Repubblica che è solo penale.

Credo la parte interessante del Penale così anche per il Civile a prima vista sono le "tabelle dove c'è un elenco di professionisti che aspettano la chiamata per un giuramento come CTU. In questo caso i compensi sono alti in base al tipo di professionalità che occorre, e quel più conta dovrebbe essere la neutralità del professionista. 

Mentre la sezione veramente affollatissima di avvocati, e vari periti è il Fallimentare e le Esecuzioni immobiliari e mobiliari ........... in questa sezioni di ogni Tribunale è un vero Interesse economico per Avvocati, Commercialisti e Ragionieri, grafologi,Medici di tutte le branche, Ingegneri e Geometri ecc. ecc. 

A mio avviso la parte più interessante economicamente è quest'ultima, dove  esistono fazioni o gruppi che camminano insieme. Qui l'invisibilità certe volte si tocca con mano.

Si ci sono patti non scritti ........... e tutti d'accordo. 

Qui mi viene di scrivere un detto: Cane non mangia cane.

domenica, gennaio 16, 2022

Articolo 17 della Costituzione

 I cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senz'armi. Per le riunioni, anche in luogo aperto al pubblico, non è richiesto preavviso. Delle riunioni in luogo pubblico deve essere dato preavviso alle autorità, che possono vietarle soltanto per comprovati motivi di sicurezza o di incolumità pubblica.

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Sembra un articolo apparentemente senza senso

invece è di massima importanza per una società che riesce a pensare con la propia testa e confrontarsi tra di loro,  in piena Democrazia e Libertà

sabato, gennaio 15, 2022

In nome del Popolo..... significato x Magistrati democratici

 

 
 
Pubblicato su Magistratura Democratica (http://old.magistraturademocratica.it/platform)

Cosa significa veramente "in nome del popolo"

Qualche giorno fa in una intervista al Messaggero il Ministro Castelli ha detto che per il problema dei rapporti tra politica e magistratura “la svolta si avrà soltanto quando verrà risolto il problema delle vicende giudiziarie. Fino ad allora saremo sempre condizionati”.
In realtà avevamo avuto anche noi il sospetto che vi fosse un qualche collegamento tra la crisi dei rapporti tra politica e magistratura ed alcune vicende giudiziarie, ma ci è di conforto riceverne una così autorevole conferma. La ricetta del Ministro, però, è che la crisi si risolve uscendo dal conflitto, mettendo fine al clima avvelenato e cioè adottando – secondo le sue testuali parole - un “sistema rilevante di immunità parlamentare e addirittura di non procedibilità”. Ma all’interrogativo che così si garantirebbe l’immunità ai politici, il Ministro risponde: “non è impunità, è separazione dei poteri. Si tratta di principi sanciti oltre duecento anni fa. In un paese democratico funziona così, altrimenti non funziona”. In questo senso - aggiunge - andrebbe intesa l’esortazione “ognuno al suo posto” pronunziata dal Vice Presidente Rognoni a Milano.
Questa è dunque l’idea che il Ministro ha della separazione dei poteri. Non credo che vi sia bisogno di commenti e comunque io non intendo farli. Voglio sottolineare che questa idea della separazione dei poteri che il Ministro Castelli ha così candidamente esposto, con tutta probabilità non ce l’ha solo lui. L’esperienza storica, anche quella recente, ci fa sospettare che qualche idea di questo genere possa intravedersi anche in altri personaggi, anche se meno chiaramente espressa e magari nascosta nelle pi complesse pieghe dell’ animo di persone meno spontanee.
Questa idea si collega poi all’entusiasmo emblematico con cui il Ministro Castelli ha preso l’iniziativa di far scrivere nelle aule di giustizia che “La giustizia è amministrata in nome del popolo”.
Chissà qual è il significato che il Ministro Castelli attribuisce a questo principio, consacrato nel primo comma dell’articolo 101 della Costituzione. Ho l’impressione che, coerentemente con quanto detto sulla separazione dei poteri, egli ritenga che i magistrati debbono decidere secondo ciò che vuole il popolo, e cioè la maggioranza. E questa convinzione spiegherebbe anche le sue idee sulle immunità dei politici. Se il popolo elegge qualcuno – così sembra pensare il Ministro – con ciò lo assolve dalle accuse. Ed i giudici non debbono pi giudicarlo, perch non possono in nome del popolo ribaltare un giudizio che il popolo ha già dato.
Mi dispiace dare una delusione all’On.le Ministro, ma il principio che “la giustizia è amministrata in nome del popolo” ha un significato esattamente opposto a quello che credono lui ed i suoi consiglieri esperti di diritto costituzionale.
Quel principio rappresenta l’incipit di un titolo della Costituzione tutto dedicato a garantire l’indipendente esercizio della funzione giudiziaria - inquirente e giudicante – e a consacrare il dovere dei giudici di ubbidire alla legge (e non al legislatore) e di disubbidire a qualunque altra fonte di potere. La norma costituzionale non significa affatto che i giudici debbono decidere i processi seguendo la volontà popolare. Significa, al contrario, che la giustizia non è amministrata in nome del potere politico e quindi n in nome del parlamento n in nome del governo. Non a caso la norma si pone in contrapposizione storica rispetto alla previsione dello Statuto Albertino, secondo cui la giustizia era amministrata in nome del Re.
Si tratta semplicemente di un altro modo per dire che il potere giudiziario è indipendente da ogni altro potere e che deriva la sua legittimazione direttamente dalla Costituzione non dal Parlamento o dal governo. I giudici – stabilisce il secondo comma dell’art. 101 – sono soggetti soltanto alla legge: essi cioè debbono applicare le regole approvate dal parlamento e solo quelle ed hanno quindi il dovere di non ubbidire a nessun altro potere e di non subire alcuna influenza nell’interpretazione ed applicazione della legge al caso concreto, perch “la legge è uguale per tutti”. Il che significa che la legge deve essere applicata nei confronti di tutti, anche dei rappresentanti del popolo.
Del resto la sovranità popolare deriva anch’essa dalla Costituzione ed è quest’ultima a dire che la sovranità ha dei limiti e che vi sono funzioni pubbliche - in particolare quelle di garanzia - che debbono essere sottratte al principio della volontà della maggioranza. Anche perch un ordinamento non potrebbe dirsi democratico se non prevedesse istituti di garanzia a tutela delle minoranze, dei deboli e dei singoli, istituti di garanzia capaci di frenare la naturale tendenza del potere politico a espandersi e ad operare in maniera autoreferenziale. Perciò la Costituzione prevede anche reciproci controlli tra poteri dello Stato.
Rivendicare questa posizione di soggetti istituzionali che non riconoscono condizionamenti superiori è doveroso, perch la condizione essenziale della legittimazione del giudice è la sua indipendenza come garanzia della sua imparzialità, della sua terzietà e della sua soggezione soltanto alla legge. Avere un giudice rappresenta ormai un diritto fondamentale dell’uomo; ma un giudice non imparziale non è un giudice e la giustizia per essere imparziale deve essere indipendente.
Aver chiare le idee sulla nostra collocazione costituzionale è la nostra forza, ma deve però renderci al tempo stesso molto pi consapevoli delle nostre enormi responsabilità. Non intendo qui iniziare uno dei discorsi autoflagellanti e autocritici che vanno molto, troppo di moda. Voglio però dire – e concludo - che se l’indipendenza e l’imparzialità sono condizioni di legittimazione democratica della funzione giudiziaria vi è anche un’altra condizione di legittimazione ed è la nostra capacità di rendere giustizia in modo corretto, il pi possibile efficiente e professionalmente adeguato.
L’indipendenza della magistratura non può essere intesa come un valore in s, ma rappresenta uno strumento indispensabile per assicurare la tutela dei diritti dei cittadini. E per essere sempre pi riconosciuta come un valore irrinunciabile, l’indipendenza deve essere accompagnata dalla maggiore efficacia possibile dell’azione di tutela. Non è cosa che scopriamo oggi, ma occorre ribadire che l’indipendenza è un valore strumentale e non può essere concepita come un paravento posto a tutela della magistratura, qualunque cosa faccia.
La nostra coerenza ci impone di porre la correttezza e l’efficienza della giustizia al centro della nostra azione di rivendicazione e di denunzia delle responsabilità politiche, per dimostrare che ciò che ci sta a cuore, ciò per cui ci battiamo è solo la giustizia. Come corrente dobbiamo però cercare di superare lo stadio delle esortazioni generali: dobbiamo essere capaci di individuare con lucidità i problemi reali che impediscono un funzionamento dignitoso della giustizia, denunciandone le cause e indicando le soluzioni possibili, ma facendo comunque il possibile per non addossare ai cittadini le conseguenze dell’inefficienza.
Paradossalmente le difficoltà gravi del momento possono tradursi, anche per MD, nella valorizzazione dei principi e nella capacità di riflessione e di impegno che hanno sempre rappresentato la nostra forza.


Corte di Cassazione inaugura l'apertura dell'anno giudiziario

 https://www.dirittoegiustizia.it/?utm_campaign=DeG_15+gennaio+2022&utm_medium=email&utm_source=MagNews#/documentDetail/9529186

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L’Assemblea generale della Corte di Cassazione, per l’illustrazione della relazione sull’amministrazione della giustizia da parte del Primo Presidente della S.C. e per l’inaugurazione dell’anno giudiziario, si terrà in forma pubblica e solenne, con invito del Capo dello Stato, il giorno 21 gennaio 2022, ore 11.00, nell’Aula Magna del Palazzo di Giustizia di Piazza Cavour.

La Cassazione avverte che la cerimonia di inaugurazione, in considerazione del perdurare dell’emergenza sanitaria, si svolgerà nel più attento rispetto dei protocolli e delle linee guida vigenti, nonché delle regole di distanziamento e con l’adozione delle misure di prevenzione del contagio. Per questi motivi, il numero dei partecipanti alla cerimonia dovrà essere limitato ai soli protagonisti istituzionali. Gli interventi, inoltre, dovranno essere concisi e rapidi, in modo tale da far durare complessivamente l’evento per non più di un’ora.

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Mie considerazioni

Se il sottolineato è solo per i protagonisti istituzionali. da qui è semplice pensare che i Magistrati che volessero partecipare non possono ......... esclusi da un programma di loro interesse ...... visto che poi lo devrebbero attuare.

Un'ora solo ti vorrei recita una bella canzone ...... ma qui si parla di un futuro giuridico anno 2022 che riguarda anche (Scusate se è poco)  il Popolo italiano, perchè vi piaccia o no, è sempre il popolino che paga ......... in tutti i sensi.

Come mai non c'è un programma pubblico ....... questi sono in propio? è una ditta privata tutto quello che è gestito dallo Stato?, ma pagata con soldi pubblici, e possono fare ciò che vogliono. Noncredo sia corretto, nè davanti al popolo italiano, ma nemmeno verso i loro stessi simili anche se di rango inferiore .... anche questo non mi  sembra coretto.

Credo che partendo dal ministero giustizia a finire al più piccolo distaccamento di un piccolo mTribunale debba essere tutti insieme a dare conto al popolo.


venerdì, gennaio 14, 2022

Crisi della Giustizia

 UGUALE PER TUTTI: Le responsabilità dei magistrati nella crisi della giustizia (toghe.blogspot.com)

Cliccate qui sopra. per l'articolo. Si badi bene chi legge che l'articolo è del 2007 mese settembre.

L'articolo è di Felice Lima  Giudice del Tribunale di Catania
Da parte mia Lode a questo Magistrato, ma anche al blog tutto a mio avviso che è UGUALE PER TUTTI (toghe.blogspot.com)
Questa è una conferma di quello che ho sempre pensato ............ c'è  credo molto di buono in una Magistratura che vorrebbe lavorare in piena serenità e libertà per come dice la Nostra Costituzione.

Leggete è molto interessante che il comune cittadino sappia che esistono magistrati come Felice Lima(Giudice), che fanno onore alla Magistratura  e non solo .....................



mercoledì, gennaio 12, 2022

Una pausa dalla Costituzione

 E se la Legge è Legge, non può non entrarci la situazione di Silvio Berlusconi che si è messo in testa di chiudere in bellezza la sua attività politica dal 94 ad oggi con la candidatura a Presidente della Repubblica.

Mi piace ricordare a me stesso, che in quel prima del 94 Si tacciava fortemente il penta partito del super debito pubblico Cosa non hanno detto contro i politici di allora, solo fango che ha sporcato la nostra Italia.

Grazie al  94 con il subentro di nuovi politici incpmpetenti ed incapaci oggi hanno moltiplicato il debito pubblico ............ Perchè? oggi a chi danno la colpa?

Mi piacerebbe che le votazioni non fossero segrete .......... perchè di sapere chi vota Berlusconi che sia un politico, sia di destra che di sinistra.

Un Berlusconi a capo di una  STUPENDA NAZIONE e POPOLO e della magistratura Italiana.......... mi rifiuto di pensarlo sarebbe una vera vergogna.

Fermo restando che si dice che la destra ha la maggioranza ............ e qui casca l'asino come si suol dire.

Io personalmente non ho fiducia di questa destra di politici improvvisati .......... che oggi come vedo il Sig. Draghi è tirato dalla giacchetta da tutti i politici, per propi interessi politici.

E ormai un Governo finito, come dice qualcuno

Ed il Presidente della Repubblica dovrebbe essere Draghi, per continuare ad avere una credibilità di paese di specchiata onorabilità.

Altro Presidente potrebbe essere la Sig,ra Bindi .................. ma la vedo molte bene come Presidente del Consiglio

Ci potrebbe essere un Sig. Casini, anche se ha la pecca di essere di destra, e prima con Berlusconi.

Ma Draghi è la persona giusta in un momento come questo, di massima delicatezza generale, e dare la possibilità di risistemare tutta una situazione con la Magistratura davanti al popolo. E' importante che si riacquisti la credibilità di una volta è precisamente quella della prima repubblica prima del 94.

Capisco che anche in quel perido politico ci poteva essere qualche defaiances di qualche politico o di qualche Magistrato, ma tutto era accettabile per una minima percentuale di persone che possono sbagliare.

Mentre oggi c'è lo schifo più totale. E do la colpa a tutta quelle gente che non pensava con la propia testa, perchè qualcuno andava dicendo che votare la seconda Repubblica il fruttarolo così come il pescivendolo, potevano diventare come Berlusconi. ....... ora confrontate i numeri e la credibilità di un paese(ITALIA) con quelli del passato è vergognatevi oggi dello sbaglio che avete fatto popolo non pensante con la propia testa.  Oggi c'è un

Virus che si incrementa e si evolve.

Una magistratura in difficoltà davanti ad un popolo italiano. E qui abbiamo bisogno di un uomo che ristabilisce quello che eravamo prima del 94

Poi c'è il popolo che è stanco di tutto questo sfacelo politico, ed anche giudiziario, fazioni di destra e sinistra è vari giochetti che poi vanno solo contro un popolo che vale solo come numero, e non come persone ........... e questo io non mi ritengo un numero ......... io come altri 70 milioni circa di abitanti Italiani abbiamo tutti un nome è cognome, ed è quello che conta esseri umani è non numeri matematici ............ il popolo vuole il suo giusto e leggittimo rispetto da parte di tutte le Istituzioni.

Questo è chiedere troppo?

martedì, gennaio 11, 2022

Articolo 16 della Costituzione

 Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità o di sicurezza. Nessuna restrizione può essere determinata da ragioni politiche. Ogni cittadino è libero di uscire dal territorio della Repubblica e di rientrarvi, salvo gli obblighi di legge.

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Stupendo questo articolo non foss'altro per la libertà di movimento. Ma solo limitata per questione di ordine di legge.
Come possiamo vedere la Legge è sempre presente.

Scopro

 SITI e BLOG di MAGISTRATI - Forum (ucoz.com)  

Si dice o dicono in questo Forum:  http://toghe.blogspot.com/

UGUALE PER TUTTI
La legge! ... è ... dev'essere ... speriamo che sia ... dobbiamo fare in modo che sia ...

In questo blog si parla dei problemi dell’amministrazione della giustizia in Italia.
Tendenzialmente è questo, nel nostro Paese, un terreno di scontro spesso strumentale alla difesa di interessi di parte (ed è davvero paradossale, dato che la giustizia dovrebbe essere il luogo dell’imparzialità).
Accade, quindi, che quando parlano di giustizia coloro che non la amministrano (politici, giornalisti, comuni cittadini) lo facciano per piegare la giustizia a loro concrete esigenze del momento. Costoro quasi sempre tendono – ingiustamente e infondatamente – ad attribuire tutta la responsabilità della crisi – evidente – dell’amministrazione della giustizia ai magistrati.
Accade anche, purtroppo, specularmente, che quando parlano di giustizia i magistrati tendano – altrettanto infondatamente – ad attribuire tutta la responsabilità di quella crisi agli “altri”.
Ed è vero certamente che la giustizia è in una crisi gravissima perché un ceto politico (a sua volta in una crisi ancora più grave) non può tollerare l’invadenza di una giustizia efficiente e ha finito per neutralizzare negli anni ogni residua forma di controllo della legalità democratica.
Sicché le colpe più gravi della crisi della giustizia le hanno i politici, che da anni fanno leggi sistematicamente contro la giustizia.
Ma è anche vero che da tempo la magistratura si è rassegnata a questo stato di cose e ha rinunciato a dare un proprio contributo significativo al superamento delle tante difficoltà nelle quali opera.
Sicché oggi alle responsabilità dei “nemici esterni” della giustizia si sommano certamente quelle dei protagonisti “interni” di essa.
Questo blog è promosso da magistrati che intendono parlare sia alla società civile che ai loro colleghi.
E’ promosso da magistrati che non si attribuiscono qualità superiori a quelle dei tanti loro colleghi che quotidianamente si spendono senza riserve, con un’abnegazione che in nessun modo viene apprezzata e men che meno ricompensata, ma che credono che per affrontare in maniera nuova e diversa i gravi problemi che affliggono la giustizia non si possa aspettare che a cambiare siano “gli altri”, ma, mentre si invoca dagli altri questo cambiamento, si deve essere pronti ad offrirlo e seriamente noi stessi.
Cominciando con il riconoscere (da parte dei magistrati sarebbe un'autentica novità!) che una parte molto rilevante delle ragioni per le quali i cittadini sono legittimamente scontenti del modo in cui viene reso il "servizio giustizia" trova causa in condotte negligenti (purtroppo non rare né sempre lievi) di magistrati e nel modo con cui la magistratura nel suo insieme gestisce - in un modo che oggi rischia di diventare rapidamente fallimentare se già non lo è - il suo autogoverno.
Le responsabilità dei magistrati non sono né le uniche né quelle prevalenti. Se intendiamo parlarne anche approfonditamente, non è affatto per tacere quelle - di cui si è appena detto sopra - degli "altri", né per fornire ulteriori alibi a chi ha da tempo come obiettivo principale della sua azione politica la disarticolazione di ogni controllo di legalità.
Ci sembra, però, che un'analisi che voglia essere utile non possa avere zone d'ombra né limitarsi solo a guardare le pagliuzze o travi negli occhi o sulle spalle degli altri, senza vedere quelle che ci sono sulle proprie, altrimenti sarà sempre e inevitabilmente sterile: e a noi preme fare qualcosa di utile.
Per di più, solo da un approccio obiettivo può nascere la speranza di un dialogo costruttivo (sempre più indispensabile) fra la magistratura e il resto del paese.
Il clima da "fortino assediato" nel quale una cattiva politica ha costretto a vivere la magistratura non ha giovato né agli assedianti né agli assediati e ha creato le condizioni per una sostanziale incomunicabilità fra tutti coloro che della giustizia hanno, dinanzi ai cittadini, la grave responsabilità.
Com’è noto i magistrati che partecipano al dibattito latu sensu “politico” sui temi della giustizia si dividono in gruppi, detti “correnti”, che riproducono gli stessi schemi logici dei partiti politici. Non già nel senso che ogni corrente abbia un partito politico di riferimento (perché ciò non è e chi muove questa accusa lo fa per ignoranza o malafede), ma nel senso che dei partiti politici e del loro modo di agire nella società le correnti dell’Associazione Nazionale Magistrati (A.N.M.) riproducono gli schemi logici, le (sempre minori) virtù e i (sempre maggiori) difetti.
Questo blog non è la voce di un gruppo, né di una “corrente”, né di un partito, né di nulla che gli assomigli, ma un luogo ove esprimere le proprie idee sui temi della giustizia.
E’ vero, si cerca di quadrare il cerchio: di dare voce a chi si oppone al sistema, senza con ciò creare nuova “appartenenza”. Quell’“appartenenza” che pian piano è andata corrodendo le idealità dell’A.N.M., spingendola verso le secche di un esercizio del potere che – fine a se stesso – si rivela inidoneo a individuare i problemi di fondo che opprimono la giurisdizione e, soprattutto, a incalzare il Consiglio Superiore della Magistratura (C.S.M.) perché sia – nella realtà e nell’immagine – adeguato al ruolo assegnatogli dalla Costituzione.
Non si tratta dunque dell’ennesima corrente che ambisce ad acquisire una fetta (anche piccola) di potere (da gestire magari con le migliori intenzioni), ma di un luogo ideale ove si confrontano tutti quelli che sognano di “ricominciare da tre”: dall’indipendenza, dall’efficienza, dalla correttezza della giurisdizione. Fuori dal C.S.M. e dall’A.N.M., ma soprattutto dentro.
Si tratta di seguitare a sognare senza arruolare, senza dare vita a statuti e organismi, senza candidarsi né candidare nessuno ad alcunché, ma affidandosi alle idee, all’inventiva degli uomini liberi, al coraggio di rischiare.
Questo sogno sarà seme di libertà e, con essa, liberazione della giurisdizione dal morbo dell’“appartenenza”.
Può essere presuntuoso voler vivere un giorno da leoni, ma certo è umiliante adattarsi a vivere da pecora non solo perché, come è noto, chi pecora si fa, lupo se la mangia, ma perché – fatto ben più grave – in presenza di tante pecore i lupi finiranno per mangiarsi la giustizia.

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Ho trovato un Forum ed il  blog, scritto e mantenuto, da diversi Magistrati.
Io personalmente lo trovo interessante, certo non tutti i loro post, molti di questi hanno a che vedere con un loro regolamento, che propio il cittadino non sa di che si parla, ma è comunque interessante la conoscenza di un loro regolamento, anche se non si conosce il meccanismo.
Chiunque ci va partendo da questo blog, sappia che si può commentare e si va in moderazione, se ritenuto pertinente al post lo metteranno commento pubblico.
Ma se non ho visto male c'è nella fascia di destra una dicitura"se volete scriverci" credo sia in privato.
SE ne faccio un post è perchè lo reputo interessante, e sono certo perchè bene o male si può capire anche il loro punto di vista.

lunedì, gennaio 10, 2022

DECRETO-LEGGE 7 gennaio 2022, n. 1 (Raccolta 2022)

 L  La trovo  un po confusa, fermo restando che è legge.

Le nuove Regole? 

 Mi pondo una sola domanda? è tutta nella sfera della nostra Costituzione?

 
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 
 
  Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione; 
  Visti  gli  articoli  32  e  117,  secondo  e  terzo  comma,  della
Costituzione; 
  Visto l'articolo 16 della Costituzione,  che  consente  limitazioni
della liberta' di circolazione per ragioni sanitarie; 
  Visto il decreto-legge  25  marzo  2020,  n.  19,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 22 maggio 2020,  n.  35,  recante  «Misure
urgenti per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da COVID-19»; 
  Visto il decreto-legge 16  maggio  2020,  n.  33,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 14 luglio 2020, n. 74, recante  «Ulteriori
misure  urgenti  per  fronteggiare  l'emergenza   epidemiologica   da
COVID-19»; 
  Visto il decreto-legge 1°  aprile  2021,  n.  44,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 28 maggio 2021,  n.  76,  recante  «Misure
urgenti per il contenimento dell'epidemia da COVID-19, in materia  di
vaccinazioni anti SARS-CoV-2, di giustizia e di concorsi pubblici»; 
  Visto il decreto-legge 22  aprile  2021,  n.  52,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 17 giugno 2021,  n.  87,  recante  «Misure
urgenti per la graduale ripresa delle attivita' economiche e  sociali
nel  rispetto  delle  esigenze  di  contenimento   della   diffusione
dell'epidemia da COVID-19»; 
  Visto il decreto-legge 23 luglio  2021,  n.  105,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 16 settembre 2021, n. 126, recante «Misure
urgenti per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da COVID-19 e per
l'esercizio in sicurezza di attivita' sociali ed economiche»; 
  Visto il decreto-legge 6  agosto  2021,  n.  111,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 24 settembre 2021, n. 133, recante «Misure
urgenti per l'esercizio in  sicurezza  delle  attivita'  scolastiche,
universitarie, sociali e in materia di trasporti»; 
  Visto il decreto-legge 21 settembre 2021, n. 127,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 19 novembre 2021, n. 165, recante  «Misure
urgenti  per  assicurare  lo  svolgimento  in  sicurezza  del  lavoro
pubblico e  privato  mediante  l'estensione  dell'ambito  applicativo
della certificazione verde COVID-19 e il rafforzamento del sistema di
screening»; 
  Visto il decreto-legge 8 ottobre  2021,  n.  139,  convertito,  con
modificazioni,  dalla  legge  3  dicembre  2021,  n.   205,   recante
«Disposizioni  urgenti  per  l'accesso  alle   attivita'   culturali,
sportive e ricreative,  nonche'  per  l'organizzazione  di  pubbliche
amministrazioni e in materia di protezione dei dati personali»; 
  Visto il decreto-legge 26 novembre 2021, n.  172,  recante  «Misure
urgenti per il  contenimento  dell'epidemia  da  COVID-19  e  per  lo
svolgimento in sicurezza delle attivita' economiche e sociali»; 
  Viste le delibere del Consiglio dei ministri del 31  gennaio  2020,
del 29 luglio 2020, del 7 ottobre 2020, del 13 gennaio 2021 e del  21
aprile 2021, nonche' gli articoli 1, comma 1,  del  decreto-legge  23
luglio 2021, n. 105, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  16
settembre 2021, n. 126, e 1, comma 1, del decreto-legge  24  dicembre
2021, n. 221, con cui e' stato dichiarato e  prorogato  lo  stato  di
emergenza sul territorio  nazionale  relativo  al  rischio  sanitario
connesso all'insorgenza  di  patologie  derivanti  da  agenti  virali
trasmissibili; 
  Vista la dichiarazione dell'Organizzazione mondiale  della  sanita'
dell'11 marzo 2020, con la quale  l'epidemia  da  COVID-19  e'  stata
valutata  come  «pandemia»   in   considerazione   dei   livelli   di
diffusivita' e gravita' raggiunti a livello globale; 
  Considerato l'evolversi della situazione epidemiologica; 
  Considerato  che  l'attuale   contesto   di   rischio   impone   la
prosecuzione delle iniziative di carattere  straordinario  e  urgente
intraprese al fine di fronteggiare adeguatamente possibili situazioni
di pregiudizio per la collettivita'; 
  Ritenuta la straordinaria necessita'  e  urgenza  di  integrare  il
quadro delle vigenti  misure  di  contenimento  alla  diffusione  del
predetto adottando adeguate  e  immediate  misure  di  prevenzione  e
contrasto all'aggravamento dell'emergenza epidemiologica; 
  Ritenuta la straordinaria necessita' ed urgenza  di  rafforzare  il
quadro delle vigenti misure  di  contenimento  della  diffusione  del
virus, estendendo, tra l'altro, l'obbligo vaccinale ai soggetti ultra
cinquantenni  e  a  settori  particolarmente  esposti,  quali  quello
universitario e dell'istruzione superiore. 
  Vista la deliberazione del Consiglio dei ministri,  adottata  nella
riunione del 5 gennaio 2022; 
  Sulla proposta del Presidente del  Consiglio  dei  ministri  e  del
Ministro della salute; 
 
                              E m a n a 
                     il seguente decreto-legge: 
 
                               Art. 1 
 
        Estensione dell'obbligo vaccinale per la prevenzione 
                    dell'infezione da SARS-CoV-2 
 
  1.  Al  decreto-legge  1°  aprile  2021,  n.  44,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 28 maggio 2021,  n.  76,  dopo  l'articolo
4-ter sono inseriti i seguenti: 
    «Art. 4-quater (Estensione dell'obbligo di  vaccinazione  per  la
prevenzione dell'infezione da SARS-CoV-2 agli ultra cinquantenni).  -
1. Dalla data di entrata in vigore della presente disposizione e fino
al 15 giugno 2022, al fine di tutelare la salute pubblica e mantenere
adeguate condizioni di sicurezza nell'erogazione delle prestazioni di
cura  e  assistenza,   l'obbligo   vaccinale   per   la   prevenzione
dell'infezione da SARS-CoV-2, di cui all'articolo 3-ter,  si  applica
ai cittadini italiani e di altri  Stati  membri  dell'Unione  europea
residenti nel territorio dello Stato, nonche' ai cittadini  stranieri
di cui agli articoli 34 e 35 del decreto legislativo 25 luglio  1998,
n. 286, che abbiano compiuto il cinquantesimo  anno  di  eta',  fermo
restando quanto previsto dagli articoli 4, 4-bis e 4-ter. 
    2. L'obbligo di cui al comma 1 non sussiste in caso di  accertato
pericolo per la salute, in relazione a specifiche condizioni cliniche
documentate, attestate dal medico di medicina generale dell'assistito
o dal medico vaccinatore, nel rispetto delle circolari del  Ministero
della  salute  in  materia  di  esenzione  dalla  vaccinazione   anti
SARS-CoV-2; in  tali  casi  la  vaccinazione  puo'  essere  omessa  o
differita. L'infezione da SARS-CoV-2 determina il differimento  della
vaccinazione fino alla prima data utile  prevista  sulla  base  delle
circolari del Ministero della salute. 
    3. La disposizione di cui al comma 1 si applica  anche  a  coloro
che compiono il cinquantesimo anno  di  eta'  in  data  successiva  a
quella di entrata in vigore della  presente  disposizione,  fermo  il
termine del 15 giugno 2022, di cui al comma 1. 
    Art.  4-quinquies  (Estensione   dell'impiego   dei   certificati
vaccinali e di guarigione sui luoghi di lavoro). - 1. A decorrere dal
15 febbraio 2022, i soggetti di cui agli articoli 9-quinquies,  commi
1 e 2, 9-sexies, commi  1  e  4,  e  9-septies,  commi  1  e  2,  del
decreto-legge 22 aprile 2021, n. 52, convertito,  con  modificazioni,
dalla legge 17 giugno 2021, n. 87,  ai  quali  si  applica  l'obbligo
vaccinale di cui all'articolo 4-quater, per l'accesso  ai  luoghi  di
lavoro nell'ambito del territorio nazionale, devono possedere e  sono
tenuti  a  esibire  una  delle  certificazioni  verdi   COVID-19   di
vaccinazione o di guarigione di cui all'articolo 9, comma 2,  lettere
a), b) e c-bis) del decreto-legge n. 52 del 2021. 
    2. I datori di lavoro pubblici di  cui  all'articolo  9-quinquies
del decreto-legge n. 52 del 2021, i datori di lavoro privati  di  cui
all'articolo  9-septies  del  decreto-legge  n.  52   del   2021,   i
responsabili  della  sicurezza  delle  strutture  in  cui  si  svolge
l'attivita'   giudiziaria   di   cui   all'articolo   9-sexies    del
decreto-legge n. 52 del 2021, sono tenuti a  verificare  il  rispetto
delle prescrizioni di cui  al  comma  1  per  i  soggetti  sottoposti
all'obbligo di vaccinazione di cui all'articolo 4-quater che svolgono
la propria attivita' lavorativa nei rispettivi luoghi di  lavoro.  Le
verifiche delle certificazioni verdi COVID-19 di cui al comma 1  sono
effettuate con le modalita' indicate dall'articolo 9, comma  10,  del
decreto-legge n. 52 del 2021. 
    3. Il possesso delle certificazioni  verdi  COVID-19  di  cui  al
comma 1 da parte dei soggetti sottoposti all'obbligo di  vaccinazione
di  cui  all'articolo  4-quater  che  svolgono  la   loro   attivita'
lavorativa, a qualsiasi titolo, nei luoghi di  lavoro  e'  effettuata
dai soggetti di cui al comma 2,  nonche'  dai  rispettivi  datori  di
lavoro. 
    4. I lavoratori di cui ai commi 1, nel caso in cui comunichino di
non essere in possesso della certificazione verde COVID-19 di cui  al
comma 1 o che risultino privi della stessa al momento dell'accesso ai
luoghi di lavoro, al fine di tutelare la salute e  la  sicurezza  dei
lavoratori  nei  luoghi   di   lavoro,   sono   considerati   assenti
ingiustificati, senza conseguenze disciplinari  e  con  diritto  alla
conservazione del rapporto di lavoro, fino alla  presentazione  della
predetta certificazione, e comunque non oltre il 15 giugno 2022.  Per
i giorni di assenza ingiustificata di cui al primo periodo, non  sono
dovuti la retribuzione ne'  altro  compenso  o  emolumento,  comunque
denominati. Per le imprese,  fino  al  15  giugno  2022,  si  applica
l'articolo 9-septies, comma 7, del medesimo decreto-legge n.  52  del
2021. 
    5. E' vietato l'accesso dei lavoratori  di  cui  al  comma  1  ai
luoghi di lavoro in violazione dell'obbligo di cui al predetto  comma
1. 
    6. La violazione delle disposizioni di cui ai commi 2, 3 e  5  e'
sanzionata ai  sensi  dell'articolo  4,  commi  1,  3,  5  e  9,  del
decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19,  convertito,  con  modificazioni,
dalla legge 22 maggio  2020,  n.  35.  Resta  fermo  quanto  previsto
dall'articolo 2, comma 2-bis, del decreto-legge 16  maggio  2020,  n.
33, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2020, n. 74.
La sanzione e' irrogata dal prefetto e si applicano, per  quanto  non
stabilito dal presente comma, le disposizioni delle sezioni  I  e  II
del  capo  I  della  legge  24  novembre  1981,  n.  689,  in  quanto
compatibili. Per le  violazioni  di  cui  al  comma  5,  la  sanzione
amministrativa prevista  dal  comma  1  del  citato  articolo  4  del
decreto-legge n. 19 del 2020 e' stabilita nel pagamento di una  somma
da euro 600 a euro 1.500 e restano ferme le conseguenze  disciplinari
secondo i rispettivi ordinamenti di settore. 
    7. Per il periodo in cui la vaccinazione e' omessa  o  differita,
il datore di lavoro adibisce i soggetti di cui all'articolo 4-quater,
comma  2,  a  mansioni  anche  diverse,  senza   decurtazione   della
retribuzione, in  modo  da  evitare  il  rischio  di  diffusione  del
contagio da SARS-CoV-2. 
    8. Resta fermo quanto disposto dall'articolo 9-sexies, commi 8  e
8-bis, del decreto-legge n. 52 del 2021. 
    9. Dall'attuazione del  presente  articolo  non  devono  derivare
nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. 
    Art. 4-sexies (Sanzioni pecuniarie). - 1. In caso di inosservanza
dell'obbligo vaccinale di cui all'articolo 4-quater,  si  applica  la
sanzione amministrativa pecuniaria di euro cento in uno dei  seguenti
casi: 
      a) soggetti che alla data del  1°  febbraio  2022  non  abbiano
iniziato il ciclo vaccinale primario; 
      b) soggetti che a decorrere dal 1° febbraio  2022  non  abbiano
effettuato la dose di completamento del ciclo vaccinale primario  nel
rispetto delle indicazioni e nei termini previsti con  circolare  del
Ministero della salute; 
      c) soggetti che a decorrere dal 1° febbraio  2022  non  abbiano
effettuato la dose di richiamo successiva al ciclo vaccinale primario
entro i termini di  validita'  delle  certificazioni  verdi  COVID-19
previsti dall'articolo 9, comma 3, del decreto-legge 22 aprile  2021,
n. 52, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 giugno 2021,  n.
87. 
    2. La sanzione di cui al comma 1 si  applica  anche  in  caso  di
inosservanza degli obblighi vaccinali di cui agli articoli 4, 4-bis e
4-ter. 
    3. L'irrogazione della sanzione di cui al comma 1,  nella  misura
ivi stabilita, e'  effettuata  dal  Ministero  della  salute  per  il
tramite dell'Agenzia  delle  entrate-Riscossione,  che  vi  provvede,
sulla  base  degli  elenchi  dei  soggetti  inadempienti  all'obbligo
vaccinale  periodicamente  predisposti  e  trasmessi   dal   medesimo
Ministero, anche acquisendo  i  dati  resi  disponibili  dal  Sistema
Tessera Sanitaria  sui  soggetti  assistiti  dal  Servizio  Sanitario
Nazionale vaccinati per COVID-19,  nonche'  su  quelli  per  cui  non
risultano vaccinazioni  comunicate  dal  Ministero  della  salute  al
medesimo sistema e,  ove  disponibili,  sui  soggetti  che  risultano
esenti dalla vaccinazione. Per la finalita' di cui al presente comma,
il Sistema Tessera Sanitaria  e'  autorizzato  al  trattamento  delle
informazioni su  base  individuale  inerenti  alle  somministrazioni,
acquisite dall'Anagrafe Nazionale Vaccini ai sensi  dell'articolo  3,
comma 5-ter, del decreto-legge 14 gennaio 2021, n. 2, convertito, con
modificazioni,  dalla  legge  12  marzo  2021,  n.  29,  nonche'   al
trattamento dei  dati  relativi  agli  esenti  acquisiti  secondo  le
modalita' definite con il decreto del Presidente  del  Consiglio  dei
ministri di cui all'articolo 9-bis, comma  3,  del  decreto-legge  22
aprile 2021, n. 52, convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  17
giugno 2021, n. 87. 
    4. Il Ministero  della  salute,  avvalendosi  dell'Agenzia  delle
entrate-Riscossione comunica ai  soggetti  inadempienti  l'avvio  del
procedimento  sanzionatorio  e  indica  ai  destinatari  il   termine
perentorio  di  dieci  giorni   dalla   ricezione,   per   comunicare
all'Azienda sanitaria locale competente  per  territorio  l'eventuale
certificazione relativa al differimento o all'esenzione  dall'obbligo
vaccinale,   ovvero   altra   ragione   di   assoluta   e   oggettiva
impossibilita'. Entro il medesimo  termine,  gli  stessi  destinatari
danno notizia  all'Agenzia  delle  entrate-Riscossione  dell'avvenuta
presentazione di tale comunicazione. 
    5. L'Azienda sanitaria locale competente per territorio trasmette
all'Agenzia delle  entrate-Riscossione,  nel  termine  perentorio  di
dieci giorni dalla  ricezione  della  comunicazione  dei  destinatari
prevista  al  comma   4,   previo   eventuale   contraddittorio   con
l'interessato,   un'attestazione    relativa    alla    insussistenza
dell'obbligo vaccinale o all'impossibilita' di adempiervi di  cui  al
comma 4. 
    6. L'Agenzia delle entrate-Riscossione, nel caso in cui l'Azienda
sanitaria locale competente non confermi l'insussistenza dell'obbligo
vaccinale, ovvero l'impossibilita' di adempiervi, di cui al comma  4,
provvede, in  deroga  alle  disposizioni  contenute  nella  legge  24
novembre 1981, n. 689, e mediante la notifica, ai sensi dell'articolo
26 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973,  n.
602, ed entro centottanta giorni dalla relativa trasmissione,  di  un
avviso di addebito, con valore di titolo esecutivo. Si applicano,  in
quanto   compatibili,   le   disposizioni   dell'articolo   30    del
decreto-legge 31 maggio 2010, n.  78,  convertito  con  modificazioni
dalla legge 30 luglio 2010, n. 122. 
    7. ln caso di opposizione alla sanzione contenuta nell'avviso  di
cui al comma 6 resta ferma  la  competenza  del  Giudice  di  Pace  e
l'Avvocatura dello Stato  assume  il  patrocinio  dell'Agenzia  delle
entrate-Riscossione, passivamente legittimata. 
    8. Le entrate derivanti dal comma 1 sono periodicamente versate a
cura dell'Agenzia delle  entrate  Riscossione  ad  apposito  capitolo
dell'entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate al Fondo
emergenze nazionali di cui all'articolo 44 del decreto legislativo  2
gennaio 2018, n. 1, per il successivo trasferimento alla contabilita'
speciale di cui all'articolo 122, comma 9, del decreto-legge 17 marzo
2020, n. 18, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  24  aprile
2020, n. 27.». 
 Art. 2 
 
Estensione dell'obbligo vaccinale  al  personale  delle  universita',
delle istituzioni di alta formazione artistica, musicale e  coreutica
                 e degli istituti tecnici superiori 
 
  1. All'articolo 4-ter del decreto-legge  1°  aprile  2021,  n.  44,
convertito, con modificazioni, dalla legge 28  maggio  2021,  n.  76,
sono apportate le seguenti modificazioni: 
    a) dopo il comma 1  e'  inserito  il  seguente:  «1-bis.  Dal  1°
febbraio 2022, l'obbligo vaccinale per la prevenzione  dell'infezione
da SARS-CoV-2 di cui  al  comma  1  si  applica  al  personale  delle
universita', delle istituzioni di alta formazione artistica, musicale
e coreutica e degli istituti tecnici superiori.»; 
    b) al comma 2: 
      1) al primo periodo, dopo le parole «comma 1» sono aggiunte  le
seguenti: «e del comma 1-bis»; 
      2) al secondo periodo, dopo le parole «comma  1,  lettera  a),»
sono inserite le seguenti: «e comma 1-bis)»; 
    c) al comma 3, le parole «il termine di sei mesi a decorrere  dal
15 dicembre 2021» sono  sostituite  dalle  seguenti:  «il  15  giugno
2022»; 
    d) nella rubrica, le parole «e degli Istituti penitenziari»  sono
sostituite dalle seguenti:  «,  degli  istituti  penitenziari,  delle
universita', delle istituzioni di alta formazione artistica, musicale
e coreutica e degli istituti tecnici superiori». 
 Rilevata dalla Gazzetta Uffuciale.
 

  Art. 3 
 
     Estensione dell'impiego delle certificazioni verdi COVID-19 
 
  1.  Al  decreto-legge  22  aprile  2021,  n.  52,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 17 giugno 2021, n. 87, sono  apportate  le
seguenti modificazioni: 
    a) all'articolo 9-bis: 
      1) dopo il comma 1 sono inseriti i seguenti: 
        «1-bis. Fino al 31 marzo 2022, e'  consentito  esclusivamente
ai soggetti in possesso di una delle certificazioni  verdi  COVID-19,
di cui all'articolo 9, comma  2,  l'accesso  ai  seguenti  servizi  e
attivita', nell'ambito del territorio nazionale: 
          a) servizi alla persona; 
          b) pubblici uffici, servizi postali, bancari e  finanziari,
attivita' commerciali, fatti salvi quelli necessari per assicurare il
soddisfacimento di esigenze  essenziali  e  primarie  della  persona,
individuate con decreto del Presidente del  Consiglio  dei  ministri,
adottato su proposta  del  Ministro  della  salute,  d'intesa  con  i
Ministri  dell'economia  e  delle  finanze,  della  giustizia,  dello
sviluppo economico e della pubblica amministrazione,  entro  quindici
giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione; 
          c) colloqui  visivi  in  presenza  con  i  detenuti  e  gli
internati, all'interno  degli  istituti  penitenziari  per  adulti  e
minori. 
        1-ter. Le disposizioni di cui al comma 1-bis, lettere a) e c)
si applicano dal 20 gennaio 2022. La disposizione  di  cui  al  comma
1-bis, lettera b), si applica dal 1° febbraio 2022, o dalla  data  di
efficacia del decreto del Presidente del Consiglio  dei  ministri  di
cui alla medesima lettera, se diversa. Le verifiche che l'accesso  ai
servizi, alle attivita' e agli uffici di cui al comma  1-bis  avvenga
nel rispetto  delle  prescrizioni  di  cui  al  medesimo  comma  sono
effettuate dai relativi titolari, gestori o responsabili ai sensi del
comma 4.»; 
      2) al comma 3,  le  parole  «comma  1»  sono  sostituite  dalle
seguenti: «commi 1 e 1-bis»; 
        b) all'articolo 9-sexies: 
          1) al comma 4, dopo le parole: «e ai giudici popolari» sono
aggiunte le seguenti: «, nonche'  ai  difensori,  ai  consulenti,  ai
periti  e  agli  altri  ausiliari  del   magistrato   estranei   alle
amministrazioni della giustizia»; 
          2)  il  comma  8  e'  sostituito  dal  seguente:   «8.   Le
disposizioni del presente articolo non si applicano  ai  testimoni  e
alle parti del processo.»; 
          3) dopo  il  comma  8  e'  aggiunto  il  seguente:  «8-bis.
L'assenza del  difensore  conseguente  al  mancato  possesso  o  alla
mancata esibizione della certificazione  verde  COVID-19  di  cui  al
comma 1 non costituisce impossibilita'  di  comparire  per  legittimo
impedimento.»; 
        c) all'articolo 9-septies,  il  comma  7  e'  sostituito  dal
seguente: «7.  Nelle  imprese,  dopo  il  quinto  giorno  di  assenza
ingiustificata di cui al comma 6, il datore di lavoro puo' sospendere
il lavoratore per la durata corrispondente a quella del contratto  di
lavoro stipulato per la sostituzione, comunque  per  un  periodo  non
superiore a dieci giorni lavorativi,  rinnovabili  fino  al  predetto
termine del 31 marzo  2022,  senza  conseguenze  disciplinari  e  con
diritto alla conservazione del posto  di  lavoro  per  il  lavoratore
sospeso.». 
  2.  All'articolo  6  del  decreto-legge  6  agosto  2021,  n.  111,
convertito, con modificazioni, dalla legge 24 settembre 2021, n. 133,
relativo alle certificazioni verdi COVID-19 per la Repubblica di  San
Marino, dopo il comma 1 e' aggiunto il seguente: 
    «1-bis. Fino al 28 febbraio 2022, ai soggetti di cui al  comma  1
non  si  applicano  altresi'  le  disposizioni  di  cui  all'articolo
4-quinquies del decreto-legge 1° aprile 2021, n. 44, convertito,  con
modificazioni, dalla legge 28 maggio 2021, n. 76 e all'articolo 1 del
decreto-legge 30 dicembre 2021, n. 229.». 
 
 Art. 4 
 
Gestione dei casi di  positivita'  all'infezione  da  SARS-CoV-2  nel
              sistema educativo, scolastico e formativo 
 
  1. Nella gestione dei  contatti  stretti  con  soggetti  confermati
positivi  all'infezione  da   SARS-CoV-2   nel   sistema   educativo,
scolastico e formativo, ivi compresi le scuole paritarie e quelle non
paritarie nonche' i centri provinciali per l'istruzione degli adulti,
ferma   restando   l'applicazione   per   il   personale   scolastico
dell'articolo 1, comma 7-bis, del decreto-legge 16  maggio  2020,  n.
33, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2020, n. 74,
per gli alunni si applicano le seguenti misure: 
    a) nelle istituzioni del sistema integrato  di  educazione  e  di
istruzione di cui all'articolo 2, comma 2, del decreto legislativo 13
aprile 2017, n. 65, in presenza  di  un  caso  di  positivita'  nella
stessa sezione o gruppo classe, si applica alla medesima sezione o al
medesimo gruppo classe una sospensione delle relative  attivita'  per
una durata di dieci giorni; 
    b) nelle scuole primarie di cui  all'articolo  4,  comma  2,  del
decreto legislativo 19 febbraio 2004, n. 59: 
      1) in presenza di un  caso  di  positivita'  nella  classe,  si
applica alla medesima classe  la  sorveglianza  con  test  antigenico
rapido o molecolare da svolgersi al momento di conoscenza del caso di
positivita' e da ripetersi dopo cinque giorni; 
      2) in presenza di almeno due casi di positivita' nella  classe,
si applica alla medesima classe la didattica a distanza per la durata
di dieci giorni; 
    c) nelle scuole secondarie di primo grado di cui all'articolo  4,
comma 3, del decreto legislativo 19  febbraio  2004,  n.  59  nonche'
nelle scuole secondarie di secondo grado e nel sistema di  istruzione
e formazione professionale  di  cui  all'articolo  1,  comma  1,  del
decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226: 
      1) con un caso di positivita'  nella  classe  si  applica  alla
medesima classe l'autosorveglianza, con l'utilizzo di  mascherine  di
tipo FFP2 e con didattica in presenza; 
      2) con due casi di positivita' nella  classe,  per  coloro  che
diano dimostrazione di avere concluso il ciclo vaccinale  primario  o
di essere guariti da  meno  di  centoventi  giorni  oppure  di  avere
effettuato la dose di richiamo, si  applica  l'autosorveglianza,  con
l'utilizzo di mascherine di tipo FFP2 e con  didattica  in  presenza.
Per gli altri soggetti, non  vaccinati  o  non  guariti  nei  termini
summenzionati, si applica la  didattica  digitale  integrata  per  la
durata di dieci giorni; 
      3) con almeno tre casi di positivita' nella classe, si  applica
alla medesima classe la didattica a distanza per la durata  di  dieci
giorni. 
  2. Resta fermo, in ogni caso, il divieto di  accedere  o  permanere
nei locali scolastici con sintomatologia respiratoria  o  temperatura
corporea superiore a 37,5°. 
    Art. 5 
 
Misure urgenti per il tracciamento  dei  contagi  da  COVID-19  nella
                       popolazione scolastica 
 
  1. Al fine di assicurare, sino al 28 febbraio 2022, l'attivita'  di
tracciamento dei contagi da COVID-19  nell'ambito  della  popolazione
scolastica delle scuole secondarie di primo e secondo grado, soggette
alla autosorveglianza di cui all'articolo  4,  mediante  l'esecuzione
gratuita di test antigenici rapidi per  la  rilevazione  di  antigene
SARS-CoV-2,  di  cui  all'articolo  9,  comma  1,  lettera  d),   del
decreto-legge 22 aprile 2021, n. 52, convertito,  con  modificazioni,
dalla legge 17 giugno 2021, n. 87, sulla base di idonea  prescrizione
medica rilasciata dal medico di medicina generale o dal  pediatra  di
libera scelta, presso le farmacie di cui all'articolo 1, commi 418  e
419, della legge 30 dicembre 2020, n. 178 o  le  strutture  sanitarie
aderenti al protocollo d'intesa di cui all'articolo 5, comma  1,  del
decreto-legge 23 luglio 2021, n. 105, convertito, con  modificazioni,
dalla legge 16 settembre 2021, n. 126, e' autorizzata  a  favore  del
Commissario straordinario per l'attuazione e il  coordinamento  delle
misure occorrenti per  il  contenimento  e  contrasto  dell'emergenza
epidemiologica COVID-19 la spesa di 92.505.000 euro per l'anno  2022,
a valere  sulle  risorse  disponibili  a  legislazione  vigente,  ivi
incluse  quelle  confluite  sulla  contabilita'   speciale   di   cui
all'articolo 122 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18,  convertito,
con modificazioni, dalla legge  24  aprile  2020,  n.  27,  ai  sensi
dell'art. 34, comma 9-quater, del decreto-legge 25  maggio  2021,  n.
73, convertito, con modificazioni, dalla legge  23  luglio  2021,  n.
106. 
  2. Al fine di ristorare le farmacie e le strutture sanitarie per  i
mancati  introiti  derivanti  dall'applicazione  del  comma   1,   il
Commissario straordinario provvede  al  trasferimento  delle  risorse
alle regioni e alle province autonome di Trento e  di  Bolzano  sulla
base dei dati disponibili sul sistema Tessera Sanitaria,  secondo  le
medesime  modalita'  previste  dai   protocolli   d'intesa   di   cui
all'articolo 5, comma 1, del decreto-legge 23 luglio  2021,  n.  105,
convertito, con modificazioni, dalla legge 16 settembre 2021, n. 126. 
  3. Alla compensazione degli effetti in termini di  indebitamento  e
fabbisogno, pari a  42,505  milioni  di  euro  per  l'anno  2022,  si
provvede  mediante  corrispondente  riduzione  del   Fondo   per   la
compensazione degli effetti finanziari non  previsti  a  legislazione
vigente conseguenti all'attualizzazione di contributi pluriennali, di
cui all'articolo 6, comma 2, del decreto-legge  7  ottobre  2008,  n.
154, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre  2008,  n.
189. 
  




 Art. 6 
 
 
                          Entrata in vigore 
 
  1. Il presente decreto entra  in  vigore  il  giorno  successivo  a
quello  della  sua  pubblicazione  nella  Gazzetta  Ufficiale   della
Repubblica italiana e sara' presentato alle Camere per la conversione
in legge. 
  Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito
nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare. 
 
    Dato a Roma, addi' 7 gennaio 2022 
 
                             MATTARELLA 
 
                                  Draghi,  Presidente  del  Consiglio
                                  dei ministri 
 
                                  Speranza, Ministro della salute 
 
Visto, il Guardasigilli: Cartabia